Vendola: “Mi rammarico di aver sostenuto Emiliano”

Era attesa e inevitabile, la replica di Nichi Vendola, ancora convalescente nella sua casa romana dopo l’infarto e il delicato intervento subito nell’ottobre dello scorso anno, alle durissime accuse del suo successore in via Lungomare Nazario Sauro, a Bari. Ed è arrivata con parole che segnano un punto di non ritorno nei rapporti sia politici che personali.

«Michele Emiliano, chiuso nel suo castello di proclami e di chiacchiere roboanti, assediato dai suoi fantasmi e dalle sue fobie, mi tira per i capelli in una polemica che appare tanto delirante quanto ridicola. Un giorno mi accusa di complottare con Renzi per farlo perdere alle prossime regionali. Il giorno dopo mi accusa di complottare addirittura con Salvini, sempre per farlo perdere», recita la nota diffusa dall’ex presidente della Regione dal 2005 al 2015.

«Poi mi sfida a decidere, io e lui insieme la data delle primarie pugliesi per le regionali, come se io e lui fossimo i padri-padroni di una coalizione politica», continua Vendola. «Oggi mi lancia addosso l’insinuazione calunniosa che io possa agire per conto delle lobby dei rifiuti. Questo è il suo metodo di concepire la lotta politica, trascinando il dibattito pubblico verso una deriva di fango, di bugie, di volgarità. Mi rammarico – prosegue – di aver sostenuto politicamente chi oggi sta tradendo le ragioni del Sud, sottoscrivendo il patto con la Lega di Salvini (altro che complotto!) sulla cosiddetta ‘secessione dei ricchi’».

«Mi rammarico –la conclusione- di aver voluto bene ad una persona così incapace di lealtà e di rispetto verso le altre persone: verso di me, per esempio, che per molteplici ragioni, antiche e recenti, vorrei semplicemente non essere più lo schermo su cui quest’uomo alterato proietta le proprie allucinazioni».

 

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