“Tasso trucca plasystation e vende cd falsi”. Il giudice dà ragione a Bordo

Erano i giorni di campagna elettorale per le politiche e Antonio Tasso (M5s) e Michele Bordo (PD) si contendevano il seggio nel collegio Cerignola-Manfredonia.  Il democratico accusò il pentastellato di aver subito una sentenza di condanna per fatti relativi alla sua attività nel centro sipontino.

Classificando le esperienze del suo competitor, in un comizio Bordo si rivolse a Tasso definendolo “uno che di mestiere trucca le playstation e vende CD falsi”. Il giudice oggi archivia quel procedimento per diffamazione “considerato che la notizia di reato appare infondata”. Dunque Bordo non diffamò Tasso, perché le sue tesi “traggono obiettivamente origine dalla sentenza di condanna emessa da questo tribunale” nel 2007, quando il pentastellato è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Foggia, sezione distaccata di Manfredonia, per violazione della legge sul diritto d’autore.

Eppure quell’episodio costò a Tasso l’espulsione dal Movimento 5 Stelle (ora si trova nel gruppo misto) poiché l’allora aspirante parlamentare grillino non aveva riferito di quella condanna. A chiedere ed ottenere  la sua testa, in quei giorni, fu direttamente il capo politico Luigi Di Maio: “Antonio Tasso si è potuto candidare con il Movimento 5 stelle perché il suo certificato penale è pulito, non ha carichi pendenti e pertanto risultava candidabile. Peccato – aggiungeva- che dieci anni fa Tasso sia stato coinvolto in un processo, perché avrebbe masterizzato dei cd-rom. Il processo è arrivato solo alla condanna in primo grado e poi è andato in prescrizione. Tasso ha accettato la prescrizione prima che esistesse il codice etico del Movimento e prima che esistesse il movimento stesso. Resta il fatto che non ci ha informati di questo episodio. Per questa ragione è stato segnalato al collegio dei probiviri a cui ho proposto l’espulsione”.

La storia è nota. Tasso è stato espulso e ora è parlamentare del gruppo misto. Ed oggi il GIP Roberto Scillitani archivia la sua denuncia per diffamazione nei confronti di Michele Bordo: dire “uno che di mestiere trucca le playstation e vende i cd falsi” non è diffamazione.

Michele Cirulli

 

 

 

 

 

 

 

 

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