Sindacati 118: "mancano i medici e solo ora la dirigenza se ne accorge"

“Nonostante la volontà di applicare il contratto nazionale e regionale  –  e quindi il rispetto delle norme – e non come si va sbandierando ai quattro venti che i medici del 118 sono in sciopero,  sia stato comunicato il 20 giugno scorso, i dirigenti del servizio, tutto ad un tratto si accorgono che alcune postazioni sarebbero restate scoperte per una carenza atavica di medici dell’ Emergenza, quasi che di colpo si sono svegliati da un letargo ormai abituati a mettere in atto da tanti anni”. Lo scrivono in una nota i rappresentanti dei sindacati Anaoo, Fimmg-Es, Intesa sindacale, Smi e Uil che ribadiscono che  “alla richiesta di un incontro da parte del direttore generale della ASL, si affiancano lettere minatorie che rasentano il mobbing da parte del direttore di dipartimento dell’emergenza urgenza aziendale, che il primo luglio si accorge, nonostante più volte sollecitato che il ‘suo’ Servizio di Emergenza Territoriale – 118 è carente di personale medico.  L’unica soluzione che trova è scaricare sui referenti d’area le carenze aziendali frutto di una politica di programmazione che lungi dal risolvere le criticità del sistema usa la famosa metafora dello scarica barile”. “Ma finora il direttore generale della Asl – dice Francesco Marino della Fimmg-es –  non se ne è accorto che i medici hanno effettuato turni massacranti? O non conosce il sistema che lui stesso dirige, oppure ha utilizzato la tecnica dello struzzo, cioè  pur di avere la sensazione di essere ben difeso nasconde la testa sotto la sabbia lasciando scoperto tutto il sistema dell’emergenza territoriale, che seppur carente di medici preferisce tenere in pianta stabile medici del territorio all’interno dei pronto soccorso”. Anche questa volta, senza nessun rispetto dei colleghi – ribadiscono i sindacati –  si assiste al gioco del  “Risiko”:  si spostano, oltretutto  con i propri mezzi, medici da una parte all’altra come fossero pacchi postali, sguarnendo interi territori, come è successo ieri sera e questa mattina,  lasciando senza nessuna assistenza medica una larga fascia di popolazione, quella del sub-appennino nord, spostando il medico da Volturino a Lucera o a Foggia a proprio piacimento,” tanto le popolazione del sub-appennino non hanno diritto all’assistenza, abitando zone disagiate sono abituati e possono sopportare anche questo disagio”.  Lunedi i medici sono stati convocati dal Direttore Generale aziendale, ma se continuano questi atti intimidatori e dispotici, si valuterà anche la possibilità di declinare l’invito. I sindacati ribadiscono con forza che difenderanno “la dignità prima come donne e uomini e poi come medici degli operatori, il cui unico scopo è quello di assicurare ai cittadini di Capitanata l’assistenza migliore possibili, e non si faranno intimidire da queste minacce gratuite”. 

Redazione

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