Patrizio Oliva a Foggia il 14 marzo per il conferimento della laurea Honoris Causa

Patrizio Oliva sarà proclamato dottore dall’Università di Foggia il prossimo 14 marzo. Si terrà a partire dalle ore 10,00 nell’aula magna del Polo di Scienze Motorie la cerimonia di conferimento della laurea Honoris Causa in “Scienze e tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate” all’ex pugile, oro a Mosca 1980.

Questo rettorato ha rivalutato il ruolo sociale e culturale dello sport“, è – in sintesi – il messaggio del Rettore Maurizio Ricci.

Patrizio Oliva è stato uno dei più grandi pugili nella storia della boxe italiana. Dopo una brillante carriera da dilettante culminata nel titolo europeo della categoria “Leggeri” (1978), due anni dopo ha conquistato la medaglia d’oro e il titolo di campione olimpionico a Mosca (1980) della categoria “Superleggeri”. Diventato pugile professionista, dopo aver conseguito 93 vittorie in 96 incontri Patrizio Oliva è stato anche campione europeo (1983) della categoria “Superleggeri”, quindi campione del mondo (1986) della categoria “Superleggeri” e, infine, campione europeo (1990) della categoria “Welter”. Abbandonato il ring con un palmares da professionista di 57 vittorie in 59 incontri, come allenatore è stato a lungo Commissario tecnico della nazionale italiana di pugilato, ottenendo il grande risultato – tra i molti altri successi conseguiti – di ben 5 medaglie d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Bari (1997). Molto attivo anche al di fuori del ring, Oliva si è distinto per il recupero di giovani atleti dalle possibili devianze sociali e dal consumo di sostanze stupefacenti. 

La laurea Honoris Causa a Patrizio Oliva venne proposta dal prof. Pietro Mango il 7 settembre 2016, ecco perché sarà lui – pur non essendo più in servizio – a motivarla accademicamente, di fronte al “neo dottor Patrizio Oliva”. 

Una cerimonia – spiega il prof. Lorenzo Lo Muzio, direttore del Dipartimento Medicina Clinica e Sperimentale – in cui saranno al centro i valori dello sport, perché Patrizio Oliva ha segnato gran parte della sua vita a coltivare il rispetto verso gli avversari coniugandolo, però, all’agonismo del campione che intende conseguire risultati importanti, a loro modo storici. Lo sport può salvare i giovani dalla strada”.

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