Padre Franco Moscone a Borgo Mezzanone: “Basta ipocrisia sui migranti”

Vigilia di Pasqua tra i migranti del CARA di Borgo Mezzanone per l’arcivescovo del Gargano, mons. Moscone, per verificare di persona le condizioni del cosiddetto ghetto che giudica normale luogo di vita. “Mezzanone è una borgata della mia arcidiocesi e pertanto è mio dovere venire anche qui”. Padre Franco Moscone da noi intervistato ha descritto la situazione. “Sono villaggi come tanti nel mondo. Nelle favelas in America latina o in India, questi sono luoghi dove si costruisce normalmente la vita, ci sono i negozi, si compra e si vende. A Borgo Mezzanone è uguale. I fornitori sono italiani. Chi fornisce la merce che poi va a finire sul mercato interno del ghetto, non sono extracomunitari, ma tutti italiani, foggiani. Quindi cerchiamo di uscire da certe ipocrisie, come quella sull’immigrazione e sulla povertà estrema. Così come sulla mancanza di lavoro. Mi chiedo, perché manca il lavoro. Eppure non ho mai visto nelle nostre campagne lavorare gente ci colore bianco, sono tutti di un altro colore. E chi offre lavoro non mi sembra che sia gente del Tongo o del Senegal, sono tutti imprenditori della Capitanata. A questa gente dico di aumentare gli stipendi, di cambiare il sistema. Se paghiamo troppo poco il lavoro diventa sfruttamento e i nostri figli vanno via. Il neo capitalismo si è trasformato in neocolonialismo. Usciamo dall’ipocrisia”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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