Operazione Chorus: la risposta dello Stato alla criminalità foggiana. Sedici arresti

Estorsione, tentata estorsione, tentato omicidio ma anche rapine, detenzione di armi ed esplosivo. Sono le accuse, a vario titolo, per le 16 persone arrestate da carabinieri, polizia e guardia di finanza nell’ambito dell’operazione Chorus: un blitz, ha spiegato il procuratore Vaccaro, che vuole essere la risposta della Squadra Stato ai recenti episodi delittuosi che si sono verificati a Foggia. Arrestati mandante e autore materiale della bomba fatta esplodere il 7 gennaio scorso davanti alla profumeria Gattullo di via Lecce. A piazzare l’ordigno sarebbe stato Davide Monti di 25 anni, mentre il mandante sarebbe stato Rocco Moretti di 22 anni, figlio di Pasquale  e nipote di Rocco Moretti elemento di spicco della criminalità organizzata foggiana. Moretti, dopo aver fatto esplodere la bomba, avrebbe avvicinato il titolare dell’attività commerciale rivendicando la paternità e chiedendogli una ingente somma di denaro. Autore invece degli incendi messi a segno il 4 e il 6 gennaio alla friggitoria “Mordi e Fuggi” di piazza Duomo sarebbe stato Abramo Procaccini di 24. Quattro, invece, le persone arrestate il tentato omicidio, messo a segno il  23 gennaio. Si tratta di persone ritenute vicino al clan Moretti-Pellegrino: Gianfranco Bruno di 40 anni, Antonio Bruno di 21, Antonio Carmine Piscitelli di 36 e Giuseppe Ricco di 36 anni. I quattro avrebbero tentato di uccidere i fratelli Frascolla. Un delitto, programmato nell’ambito della guerra tra i clan della Società, la mafia foggiana, per vendicare l’omicidio di Rodolfo Bruno ucciso in un agguato a novembre dello scorso anno. Sarebbe stato, dicono gli inquirenti, proprio Gianfranco Bruno, detto il Primitivo, ad organizzare la spedizione punitiva contro i Frascolla: un omicidio sventato dalla guardia di finanza che è riuscita a bloccare il mezzo su cui viaggiavano alcuni degli arrestati pronti a compiere il delitto. Tra gli altri arresti 6 persone, tra Foggia e Vieste, accusate a vario titolo di fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi, rapine aggravate, porto e detenzione di armi. Quattro, invece, le persone arrestate a Foggia per detenzione di armi: arresti che sono il frutto dell’indagine avviata dopo il tentato omicidio del 21 ottobre dello scorso anno quando Aleandro Di Fiore, addetto alla sicurezza della discoteca “Domus” di Foggia sparò 4 colpi di pistola ferendo alla testa un ragazzo.

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