Omicidio Carbone: ci sono cinque sospettati

Sono cinque le persone sottoposto allo stub, l’esame per verificare la presenza di polvere da sparo su corpo e indumenti, eseguito ieri sera dai  carabinieri del comando provinciale di Foggia che stanno indagando sull’omicidio di Cosimo Damiano Carbone di 63 anni, il boss ucciso  in via Transumanza a Trinitapoli nei pressi della sua abitazione. La vittima era con un amico in un’automobile quando si è avvicinata una Jeep Renegade con a bordo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, due persone una delle quali ha sparato con un fucile colpendo Carbone al petto e al collo. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare: è morto all’istante. L’auto dei killer è stata trovata bruciata nelle campagne di Trinitapoli poco dopo il delitto. Carbone stava scontando l’ergastolo perché accusato dell’omicidio di Savino Saracino, ucciso a Trinitapoli il 30 settembre del 2004. In questo periodo, però, era agli arresti domiciliari per questioni di salute. Il fratello di Carbone, Antonio, fu ucciso sempre a Trinitapoli, il 27 maggio del 2014 con tre colpi di fucile calibro 12. Un omicidio, quello di ieri, collegato certamente con la guerra tra i clan Gallone-Carbone e Miccoli – De Rosa. In particolare il delitto di Cosimo Damiano Carbone potrebbe essere la risposta all’omicidio di Pietro De Rosa, 40enne sorvegliato speciale, ucciso il 20 gennaio scorso sempre a Trinitapoli.

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