Noi con l’Italia, scoppia il caso Udc in Puglia

L’accordo è stato fortemente voluto da Raffaele Fitto (che del nuovo contenitore politico è presidente nazionale) e Lorenzo Cesa, ma l’ingresso dell’Udc in Noi Con l’Italia, la “quarta gamba” della coalizione di centrodestra alle prossime politiche, sta generando in Puglia un cortocircuito fin troppo prevedibile. Perché l’Udc sostiene apertamente l’amministrazione guidata da Michele Emiliano, con tanto di assessore in giunta, e nonostante qualche fugace distinguo può considerarsi a tutti gli effetti un partito alleato del centrosinistra (anche ieri Napoleone Cera in consiglio regionale si è allineato alla maggioranza di centrosinistra al momento del voto in aula). Ma un conto è correre da soli, un altro è dover condividere collegi e candidature con altri: e così i vertici regionali di Fratelli d’Italia (Marcello Gemmato) e Rossano Sasso (Noi con Salvini) hanno apertamente manifestato tutta la loro insofferenza per la situazione che si sta venendo a creare. Anche il leader regionale di Forza Italia Luigi Vitali ha parlato della necessità di un chiarimento a livello nazionale, mentre per ora silenzio (che in questo caso equivale ad aperto dissenso) dell’ala ex Alternativa Popolare che ha scelto di seguire Maurizio Lupi nel ritorno al centrodestra, e di quella riconducibile a Gaetano Quagliariello (Idea), apertamente distinta e distante dal centrosinistra nazionale e regionale. Il personaggio di punta dell’Udc pugliese è Angelo Cera, parlamentare uscente vicinissimo a Cesa e in odore di ricandidatura blindata nell’uninominale: una ricandidatura che però appare difficile da digerire agli alleati, e che mette in difficoltà lo stesso partito anche a livello locale, vista la contemporanea presenza del figlio Napoleone in consiglio regionale in quota avversaria.

Intanto, la presentazione ufficiale in Puglia di Noi con l’Italia continua a slittare. Fin troppo facile capire perché.

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