Muore a 14 anni durante una partita di calcio in Inghilterra, l’appello del papà al Foggia Calcio

Un baby fenomeno, un foggiano trapiantato nel Regno Unito, una carriera da numero uno, tra i pali, interrotta troppo in fretta: un incidente di gioco fatale ed assurdo che gli è costato la vita. Luca Campanaro aveva solo 14 anni ed è morto inseguendo il suo sogno di diventare calciatore professionista. Ed oggi suo padre fa un appello al Foggia Calcio, di cui Luca era tifoso: “Luca sarebbe felicissimo di ricevere una letterina, anche solo di poche righe, da parte dei suoi amati beniamini che resterà sulla sua tomba come il segno di affetto a lui più gradito”.

Lo scorso 10 dicembre, durante una partita di calcio tra Aylesbury e Bedgrove Dynamos, nella quale Luca militava, il baby fenomeno si scontra con un avversario e la “collisione”, così come definita in un comunicato stampa del club, diventa fatale e Luca Campanaro muore a causa dei danni cerebrali.
I suoi genitori hanno deciso di donare gli organi: Tutti dicevano che Luca era una stella nascente del calcio inglese, oltre a essere un ragazzo semplice, molto buono e generoso. E proprio sapendo che Luca ha sempre dato tutto se stesso agli altri, noi genitori abbiamo deciso di donare i suoi organi affinché altri possano salvarsi e continuar a vivere grazie a lui”, spiega il papà, Americo.

Di qui l’appello: “Luca, pur essendo vissuto in Inghilterra amava Foggia e ogni anno vi ritornava non solo per far visita ai suoi parenti ma soprattutto perché era un appassionato tifoso della squadra di calcio del Foggia. E sicuramente gli avrebbe fatto piacere se i dirigenti e i calciatori della squadra fossero informati che ora il Foggia, grazie a Luca, ha un tifoso in più in Paradiso a fianco di padre Pio. Se poi la squadra del Foggia volesse fargli un piccolo regalo, sono certo che Luca sarebbe felicissimo di ricevere una letterina, anche solo di poche righe, da parte dei suoi amati beniamini che resterà sulla sua tomba come il segno di affetto a lui più gradito”, conclude Americo Campanaro.

Michele Cirulli

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