‘Lo spietato’: 430mila euro di finanziamento pubblico, nessuna sala pugliese

Soldi pubblici, proiezioni private. Una storia che non è la trama di un film, ma nasce da un film, ‘Lo Spietato’,  girato dal 19 novembre al 15 dicembre dello scorso anno a Bari, Margherita di Savoia (un paio di giorni in tutto), Accadia (tre giorni) e soprattutto Foggia, fino alla fine della lavorazione. E per questo ha usufruito di un robusto contributo dell’ Apulia Film Fund della Regione Puglia, 430 mila 151,50 euro – risorse del POR Puglia 2014/2020  -,  e del sostegno dell’ Apulia Film Commission, che lo ha anche ampiamente pubblicizzato – e continua a farlo – nella home page del sito. 

IL FILM

Scritto da Renato De Maria, Valentina Strada e Federico Gnesini,  diretto dallo stesso De Maria, prodotto da Angelo Barbagallo – storico collaboratore di Nanni Moretti – per BIBI Film con Rai Cinema, Riccardo Scamarcio attore protagonista (che ha girato le due ultime settimane in contemporanea con la presentazione e la promozione di un altro suo film, ‘Il testimone invisibile’, dove era coprotagonista con Miriam Leone), sembrava destinato per il grande schermo.

Invece, dopo tre mesi appena dalla fine delle riprese, è arrivato l’annuncio accompagnato dal trailer ufficiale che da venerdì 19 aprile sarà visibile sulla piattaforma Netflix, ma che per tre giorni, dall’inizio di questa settimana (lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10) poteva contare sull’uscita anche nelle sale.

Essendo state impiegate 34 unità lavorative pugliesi (come riportato sul sito di Apulia Film Commission, da un comunicato in cui compare un virgolettato anche dell’assessore regionale alla Cultura Loredana Capone), oltre che uno svariato numero di comparse locali; ed essendo stato girato, dopo le riprese iniziali a Milano, interamente in Puglia; e soprattutto avendo ricevuto un sostanzioso contributo pubblico, era lecito attendersi che venisse proiettato anche da queste parti (a Foggia è presente da anni  la Città del Cinema da 13 sale, una delle più grandi del sud, per fare solo un esempio): e anche nel barese i multiplex o i cinema d’essai certamente non mancano, per rimanere solo nel bacino collegato alle location scelte.

LE SALE CINEMATOGRAFICHE

Invece ieri mattina il film non era presente  in nessun cinema in città, in provincia e in tutta la regione.  Abbiamo contattato allora il direttore della Città del Cinema di Foggia, Mimmo Morsuillo, proprio in merito alla mancata programmazione del film in nemmeno una delle 13 sale della struttura: ha spiegato di non avere ricevuto alcuna proposta o segnalazione, né formalmente né indirettamente, dall’agenzia di distribuzione barese che cura la programmazione per loro, la Class Cinematografica, o direttamente dai produttori del film. E ha saputo da noi dell’uscita del film nelle sale, la sua ammissione.

LA DISTRIBUZIONE

Allora abbiamo contattato telefonicamente la responsabile della Class Cinematografica a Bari, che a sua volta ha spiegato di essere stata ignorata – questa la sua versione – sia dalla produzione che dalla società di distribuzione nazionale, la Nexo Digital, fondata nel 2009 e diventata in pochi anni un colosso nel settore.

Dagli uffici della BIBI Film, è arrivata invece la risposta che la loro preoccupazione è concentrata unicamente sulla produzione, mentre per la distribuzione occorre rivolgersi alla sede centrale della Nexo Digital, a Milano.

Da dove è stato fornito l’elenco – visibile peraltro nell’home page del loro sito, sotto la locandina e la scheda del film – delle sale in cui il film viene proiettato per “un’uscita tecnica”.  Venti in tutta Italia, la Ciakcity di Lanciano, in Abruzzo, la Lumiere a Reggio Calabria, o il cinema Metropolitan di Napoli, le uniche a sud (isole escluse: c’è anche un cinema a Iglesias, in Sardegna).  Impossibile conoscere i criteri di selezione delle sale, se erano state contattati anche gestori  ed esercenti pugliesi, che magari avevano risposto picche a una proiezione in tre giorni poco appetibili: nessuna risposta alla mail contenente queste domande.

L’APULIA FILM COMMISSION

E rimane un mistero anche il ruolo in questa vicenda dell’Apulia Film Commission, che continua a promuovere nella home page un film ‘al cinema’ senza che nessuno dei suoi componenti, a vario titolo e ruolo, si sia preoccupato di verificare quanto poi è accaduto, quanto sta accadendo. Con quasi mezzo milione di euro di contributi pubblici, senza uno straccio di conferenza stampa di presentazione (a parte il comunicato) o di promozione (a parte qualche intervista del regista e di Scamarcio) all’altezza delle aspettive.

In questa storia, alla fine, il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio (pugliese anche lui) non appare l’unico Spietato.

Claudio Botta

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