“Estremo degrado e fatiscenza”: chiuso il canile comunale, inizia lo sgombero

Condizioni igieniche disastrose e luoghi fatiscenti: per queste motivazioni chiude il canile di Foggia di via Manfredonia e adesso gli animali saranno trasportati in un’altra struttura idonea in attesa che prenda avvio il nuovo progetto per rifugio dei cani.

Con apposita ordinanza, infatti, il sindaco di Foggia, Franco Landella, lo scorso 9 aprile ha chiuso le porte della struttura di via Manfredonia: “L’attuale canile – scrive nel documento – versa in una situazione di estremo degrado e fatiscenza, con criticità strutturali molto gravi non risolvibili con l’esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Già negli anni passati, infatti, furono furenti le polemiche sulle spese di somma urgenza, pari a 200 mila euro, per i lavori di messa in sicurezza del canile, che fece parlare di sé per tutt’altre ragioni.

Dapprima le denunce degli animalisti, poi, nel 2016, l’arrivo delle forze dell’ordine che misero i sigilli all’intera area, salvo poi dissequestrare la zona nell’aprile dell’anno scorso. Dopo un anno, però, la situazione di degrado permane.

Mentre gli uffici comunali aspettano l’esito del project financing per la costruzione del nuovo canile, “si rende assolutamente necessario trasferire i cani in una struttura idonea tale da garantire la loro incolumità e condizioni di vita soddisfacenti”.

Dunque lo sgombero immediato dai terreni di via Manfredonia in un “immobile di proprietà degli eredi Panunzio, sito in via Bari-Quadrone delle Vigne, previa disposizione dei necessari gestionali per impegnare la relativa spesa”. Ad oggi il canile è gestito dall’associazione “A largo raggio”, il cui contratto è scaduto lo scorso 28 febbraio: fino a quel momento il Comune prevedeva un impegno di spesa di 10 mila euro mensili. Poi la convenzione è andata verso la scadenza naturale e non è stata ancora rinnovata.

Col passare dei mesi, all’interno del canile c’è stata un’opera di “svuotamento”: dagli iniziali 430 cani si è passati a poco più di 200, per uniformarsi alle direttive regionali grazie alle adozioni disposte dalla onlus. Anche perchè, a giugno scorso, la ASL di Foggia ha ordinato di non accogliere più animali in quella struttura fatiscente e degradata.

Michele Cirulli

 

 

 

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