Appalti Ataf: dopo il gip, anche il tribunale delle Libertà respinge le richieste di arresto

Il Tribunale della Libertà di Bari ha confermato la decisione del gip di Foggia respingendo in appello la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Foggia per otto indagati, tra cui ex presidente ed ex manager dell’Ataf, l’azienda di trasporto pubblico urbano, e imprenditori foggiani accusati a vario titolo di turbativa d’asta e di induzione indebita a dare o promettere utilità. Gli stessi sono coinvolti nell’inchiesta sugli appalti relativi alla stipula dell’assicurazione RC Auto per la flotta aziendale; l’acquisto di dieci autobus e l’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti antincendio in tre parcheggi cittadini gestite dall’azienda foggiana. I giudici baresi,  così come aveva già fatto il Gip, hanno escluso per Di Donna e Ferrandino la sussistenza  del reato di turbativa d’asta per la  gara del servizio manutenzione degli impianti antincendio mentre hanno ritenuto, per l’accusa di avere usufruito di  pasti gratis al ristorante, che non si tratti del reato di “Induzione indebita a dare o promettere utilità “ ma di corruzione, pertanto hanno disposto divieto di dimora. La misura resta sospesa perché la difesa, come ha confermato al TgBlu l’avvocato Michele Curtotti,   farà ricorso in Cassazione. Anche l’ex presidente dell’Ataf  Raffaele Ferrandino è accusato dello stesso reato di Di Donna, ma anche per lui è stata rigettata la richiesta di misura cautelare poiché, essendosi dimesso un anno fa dall’incarico di presidente, non c’è più pericolo di recidiva.  Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Michele Curtotti, difensore di Di Donna e di Ferrandino, che ha ribadito la convinzione di poter dimostrare, in sede di giudizio la completa estraneità dei miei assistiti anche per l’unica imputazione rimasta,  quella dei pranzi gratis”

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